
Nel vertice con le sigle sindacali della scorsa settimana, si è discusso anche di trasparenza dei dati, di mobilità del personale Ata, del capitolo scuola nel piano per il Sud e soprattutto del nuovo concorso per insegnanti che Profumo ha annunciato nei giorni scorsi. Il ministro aveva parlato di 12.500 nuovi assunti, poi si è corretto: riguardano solo gli assunti attraverso il concorso. Ma le stime si basano su dati vecchi circa i pensionamenti attesi per il 2012, prima che entrassero in vigore le norme della riforma Fornero (si veda l'altro articolo in pagina). I dati sull'esatto flusso di uscita si avranno solo a fine febbraio, intanto però c'è da definire il nuovo sistema del reclutamento per il quale Profumo può utilizzare una delega aperta. É stata costituita una commissione ad hoc per rivedere il dossier preparato dalla Gelmini: quello che è certo è che il nuovo ministro spinge per avere nuovi criteri di selezione da subito, sin dal 2012, che valorizzi anche il saper fare in classe dei candidati. «Abbiamo più di 200mila persone in graduatoria. Dall'altra dobbiamo dare un segnale ai giovani. Bisogna pensare a due canali per assumere», ha detto Profumo, «il 10 gennaio andrò a discuterne in commissione alla Camera, l'11 al Senato. Una volta capito il turn over, una volta elaborati i numeri, potremmo dividerli in modo percentuale su uno e sull'altro canale». Affermazioni che confermano l'intenzione del ministro di modificare la percentuale con cui oggi si assumeva: per metà dal concorso e per metà dalle graduatorie. Il che risponderebbe all'esigenza di fare più spazio ai nuovi docenti.
Ci sono nel frattempo i Tfa, i tirocini formativi attivi da avviare: il ministero non ne vuole autorizzare 23 mila come chiesto da Comunione e liberazione ma molti meno, per rispettare il fabbisogno reale ed evitare che ci siano nuovi precari.
C'è poi il piano per il Sud, certamente un'innovazione rispetto al precedente ministro. Ma anche in questo caso si attendono dettagli sul come verranno ripartiti i 900 milioni di euro destinati alla scuola delle regioni meridionali. Positive le prime reazioni dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil scuola. Tutti però invocano grande cautela.
(da ItaliaOggi di Alessandra Ricciardi)
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